Linux è un fallimento?

Il commento di un lettore

Scritto da Roberto Rossi il 10-2019

Tempo fa un visitatore mi scrisse un messaggio interessante in merito a un mio articolo. Mi ero ripromesso di rispondere e, con i miei tempi "biblici", lo faccio ora.

Il messaggio diceva:

Sono un ex programmatore ed amministratore di sistemi ... e ... mi dedico ai sistemi operativi "casalinghi" ed in particolare UBUNTU. Ti posso assicurare che per un Utente normale ormai l'uso del terminale non è più richiesto. Diffondere notizie non (più) esatte non incoraggia certo la diffusione del Software libero. L'uso del terminale col tempo viene spontaneo, solo per il fatto che è più pratico e veloce ma non certo obbligatorio; ormai esistono GUI per ogni esigenza. Grazie!

Ed ecco la mia risposta...

Di cosa parliamo?

Il messaggio che il gentile visitatore mi ha inviato, e che ho riportato sopra, si riferisce a un mio articolo dal titolo Linux è un fallimento?:

http://www.redchar.net/?x=fallimento-linux

Nell'articolo parlo delle motivazioni che non consentono a Linux di essere un vero concorrente di Windows.

Ora però veniamo al sodo...

Cosa rispondere?

L'articolo che ho scritto ha avuto, nel tempo, sia molti giudizi positivi, sia qualche giudizio negativo.

Nel 1991, quando Linux vide la luce, io c'ero. Ho seguito la sua evoluzione anno dopo anno, con tanta meraviglia e speranza.

L'idea di Linux e del "Software Libero" erano veramente affascinanti, cosi come l'idea di sostituire i sistemi operativi commerciali.

Ma l'evoluzione di Linux non ha portato quello che tanti andavano raccontando. Tante storie e poi...

Nel mio articolo scrivo:

"sappiate che non c'è alcun motivo per il quale una prova non debba essere fatta. Voglio sottolineare che un giro con Linux non è mai "tempo perso"!"

E qui sta il punto.

Sono decenni che si può testare la bontà di Linux. Giorno dopo giorno, mese dopo mese, anno dopo anno tutti hanno avuto, e hanno, la possibilità di provare questo sistema alternativo. E i risultati?

Io non sono certo un "Influencer" e i miei articoli non sono certo letti da migliaia o milioni di persone. Quindi la mia opinione è ininfluente rispetto al mondo di Linux.

Se ci guardiamo attorno ciò che vediamo cos'è? Linux, su pc fissi e notebook, ha una diffusione che è sostanzialmente irrilevante. E questo dopo decenni di sviluppo.

Ci sarà o non ci sarà un problema in quello che molti affermano? Linux è o non è un sostituto credibile di Windows?

Come scrivo nel mio articolo, perfino il primo sviluppatore di Linux (Linus Torvalds) si è reso conto che cosi non va e che le distribuzioni di Linux non sono reali concorrenti di Windows.

Il terminale

Per quanto poi riguarda l'uso del terminale, chiunque abbia provato a risolvere un qualsiasi problema con Linux si è imbattuto in soluzioni che fanno uso del terminale.

Potrei citare, come ho fatto nell'articolo, casi in cui è indispensabile il terminale per far funzionare dei dispositivi connessi al pc che il sistema non riconosce, ma sarebbe troppo semplice.

Parliamo invece dei casi in cui l'interfaccia grafica c'è ma è come se non ci fosse.

Facciamo un esempio banale, una piccolezza, una cosa tanto semplice che nemmeno dovrebbe creare delle difficoltà. Voglio cambiare la dimensione del cursore su Ubuntu. Che faccio? Non so come fare, sono un neofita, faccio una ricerca con Google:

ubuntu cambiare dimensione al cursore

Ricerca

In quante risposte viene usato il terminale e in quante una interfaccia grafica?

Eppure se prendo, ad esempio, Ubuntu 19.04 la finestra di configurazione c'è e la linea di comando non serve!

C'è qualcosa che non va nell'approccio con il terminale oppure no? C'è o non c'è una opprimente presenza del terminale?

Che senso ha dire "il terminale non serve" quando poi si viene indirizzati, il più delle volte, proprio a quello?

Il problema non è se esista o meno un'interfaccia che mi faccia fare una certa cosa, non serve a niente se in qualche modo si riesce ad avere un'interfaccia grafica, il problema è che l'utilizzatore la trovi, e la trovi adesso, subito.

Inoltre non dimentichiamoci che qui parliamo solamente di Ubuntu nella sua declinazione standard e non prendiamo in considerazione le mille distribuzioni o le diverse versioni della stessa distribuzione, tutte con le loro "abitudini sempre uguali ma sempre diverse".

Per chiudere la mia risposta vorrei dire due parole sulla "comodità del terminale". Io sviluppo software e, per me, il terminale può essere comodo. Io però non rappresento la parte significativa degli utilizzatori di PC fissi e portatili, io faccio parte di un minuscolo gruppo di persone all'interno di un mondo molto più vasto.

Come ho scritto nel mio articolo, ho sempre la sensazione che:

"La maggior parte della comunità di Linux, in buona sostanza, pensa a se stessa."

Il mio invito

E qui vorrei aggiungere un invito a tutti quelli che mi leggono.

Provate Linux, installatelo. Provate a far funzionare il vostro PC, la vostra stampante, magari il vostro scanner, la vostra fotocamera, e chi più ne ha più ne metta. Provate a lavorarci. Provate a sostituire le vostre applicazioni Windows con alternative in grado di funzionare su Linux.

Dopo qualche mese, guardatevi allo specchio e chiedetevi cosa siete riusciti a concludere. Chiedetevi se, per il vostro lavoro, per la vostra attività quotidiana, sia più oneroso spendere degli € con Windows oppure sia più vantaggioso usare Linux.

Ma soprattutto non date retta alle parole, ne a quelle degli esperti(ormai sono tutti dei fenomeni con la verità in tasca), ne alle mie. Provate, verificate, riflettete e valutate cercando di prendere decisioni oggettive.

Un saluto

Come sempre, per qualsiasi commento scrivetemi cliccando sui link all'inizio e alla fine di ogni pagina.

Grazie per aver letto questo breve articolo.