Linux è un fallimento?

Perchè Linux non è un vero sostituto di Windows?

Scritto da Roberto Rossi il 17-08-2018

Prima di iniziare

Prima di iniziare questo articolo c'è una cosa che tu, lettore, devi sapere.

Questo articolo è dedicato a chi si avvicina per la prima volta a Linux e alle sue distribuzioni. L'ho scritto per tentare di comunicare quelle che sono le mie esperienze, sia quelle positive, sia quelle negative.

L'articolo può anche essere visto come una raccolta di avvertenze. Ho cercato di raccogliere tutte quelle informazioni che, di solito, gli entusiasti di Linux tendono a tralasciare e, alla fine, l'utente è costretto a scoprire ciò che dirò sulla propria pelle, alle volte divertendosi, alle volte provando più o meno fastidio.

Buona lettura.

Il successo

Molti anni sono ormai passati dalla comparsa di Linux nel panorama software mondiale.

La sua diffusione sui sistemi server è stata, ed è, inarrestabile. Ma non solo, anche la diffusione di Linux in sistemi studiati per specifiche esigenze lo è altrettanto. Sempre più aziende lo scelgono per governare i propri sistemi, critici e non, fornendo una flessibilità, un risparmio ed una affidabilità invidiabili.

Basti pensare alla miriade di sistemi Linux che governano, di fatto, il web. Fornendo sempre eccellenti prestazioni e servizi senza interruzioni a costi molto ridotti rispetto ad altre soluzioni.

Tanto per fare degli esempi, ecco una raccolta di aziende che utilizzano, in modo massiccio, il pinguino:

Linux è dove non ti aspetti, 8 oggetti che si basano sul software libero

30 Big Companies and Devices Running on GNU/Linux

50 Places Linux is Running That You Might Not Expect

Un altro, interessante, esempio sono i super computer:

C'è Linux su tutti e 500 i supercomputer più veloci al mondo

Anche la pagina che stai leggendo, il sito che stai visitando in questo momento funzionano grazie a Linux, in particolare www.redchar.net utilizza CloudLinux.

Infine, immancabile, un benchmark (una prova di velocità) a dimostrazione delle ottime performance di Linux rispetto a Windows. Direttamente dal sito Phoronix l'articolo Windows Server 2016 vs FreeBSD 11.2 vs 8 Linux Distributions Performance Benchmarks:

https://www.phoronix.com/scan.php?page=article&item=windows-freebsd112-8linux&num=1

La volontà

Ovviamente, dopo tanto successo, la domanda sorge spontanea. Per quale motivo non sostituire o affiancare Windows con Linux su un comune PC fisso o portatile?

Ottima idea, anche se un po scontata. Viste le qualità di questo sistema, il passaggio ai pc dei comuni utenti sembra inevitabile.

Ma come procedere?

Visto che molti sistemi sui quali Linux ha avuto successo sono utilizzati da esperti, molto spesso non necessitano di particolari accorgimenti o interfacce, basta una linea di comando e una serie di istruzioni da digitare sapientemente.

Linux

Purtroppo però, i normali pc desktop e portatili hanno delle problematiche molto diverse. Per l'utente "comune" l'approccio da terminale e quello che prevede l'inserimento di comandi da tastiera è assolutamente inadeguato in quanto non solo spesso non ci sono le competenze giuste, ma non c'è nemmeno l'interesse di apprendere qualcosa di nuovo, si desidera solamente utilizzare un sistema in grado di effettuare determinate operazioni, nel più breve tempo possibile, senza preoccuparsi per i dettagli tecnici.

Del resto il PC è un semplice mezzo che dovrebbe servire per portare a termine un determinato compito.

Questa tendenza è ormai consolidata tanto che, quando si acquista un PC dotato di Windows, tutto funziona quasi immediatamente (nel 99% dei casi), i software necessari sono facilmente reperibili, siano essi a pagamento o gratuiti. Inoltre, la sua diffusione e il supporto che i costruttori terzi di hardware e software forniscono, attualmente lo rendono, nella maggior parte dei casi, l'unico sistema in grado di garantire all'utente una piena operatività in un breve lasso di tempo.

Partendo da questo presupposto, nel corso degli anni, l'enorme quantità di programmatori dediti a Linux si è messa all'opera per consentire l'utilizzo del sistema ad utenti meno esperti e smaliziati. Proprio da questa volontà sono nate distribuzioni come OpenSuse, Linux Mint o la mia preferita, la famosissima Ubuntu.

La direzione pareva chiara, rendere Linux una valida alternativa a Windows, non solo su alcuni sistemi ma anche sui pc utilizzati dai "normali" utenti aziendali e casalinghi.

Dopo anni, molti anni di sviluppo, osservando ora questi progetti ed in genere l'insieme delle distribuzioni di Linux dedicate all'utente comune non posso fare altro che constatarne lo scarsissimo successo. Anche se queste distribuzioni sono riuscite a suscitare l'interesse di persone ed aziende, nessuna consente la realizzazione, in tempi accettabili, di sistemi usabili e competitivi con l'onnipresente Windows.

Basta dare un'occhiata alla percentuale di utilizzatori che Linux è riuscito a raccogliere, percentuale che si ferma a pochi punti percentuali, ampiamente superato perfino dal sistema operativo di Apple (Mac).

Gli unici casi in cui Linux è arrivato all'utente medio sono quelli gestiti dalle grandi aziende o da alcune strutture pubbliche le quali, sfruttando personale specializzato in grado di installare e configurare i sistemi, danno agli operatori PC di immediato utilizzo. In questo caso però, molto del lavoro è fatto prima che il sistema giunga al suo reale utilizzatore e, di fatto, non è applicabile alla maggior parte degli utenti nel mondo.

Linux

Tempo fa, discutendo di questo argomento mi è stato detto che le statistiche di diffusione dei sistemi operativi lasciano il tempo che trovano. Eppure, ogni volta che entro in un ufficio pubblico, in una scuola, in una banca, nelle case delle persone, nell'ufficio tecnico di una azienda di qualsiasi dimensione, Windows è ovunque, installato su PC fissi e portatili. E questo non fa altro che confermare che, tendenzialmente, le statistiche non mentono. Parlando di pc fissi e portatili, in pochissimi contesti ho trovato una prevalenza di altri sistemi operativi.

Cosa c'è che non va nelle distribuzioni di Linux?

Mentre scrivo questo testo mi vengono alla mente una miriade di inconvenienti avuti durante le varie installazioni di Linux che ho personalmente compiuto durante il lavoro, a casa, da amici e parenti.

Parlando di Linux, spesso ho incontrato molto interesse verso di lui e verso la possibilità di sostituirlo a Windows.

Grazie anche alle distribuzioni Live, cioè a distribuzioni Linux in grado di avviarsi direttamente da CD o da chiavetta usb, l'interesse delle persone è cresciuto nel tempo e molti si sono cimentati nella sperimentazione. Bisogna ammettere che il primissimo approccio è sicuramente piacevole e fa ben sperare.

Poi, ad un certo punto, si decide di fare sul serio, si parte con l'installazione e, il più delle volte, ci si compiace della scorrevolezza della stessa. I problemi arrivano successivamente. Non ho mai visto un sistema Linux funzionare immediatamente al 100% (e nemmeno al 99%). C'è sempre qualcosa che non va o qualche grande o piccola difficoltà imprevista. Si va dalla stampante multifunzione, alla fotocamera non riconosciuta, alla webcam, per non parlare delle periferiche "esotiche" come mouse speciali o dispositivi esterni particolari.

Ma i problemi non si fermano qui, si può andare ben oltre. Come è successo a me, si cade nel ridicolo quando, ad esempio, si tenta di accedere ad una cartella condivisa da un pc con Windows senza riuscirci, o meglio, senza riuscirci in modo intuitivo o almeno minimamente guidato. Naturalmente molto dipende dalla distribuzione scelta.

Ora..- quando faccio questo tipo di affermazioni, alle volte mi viene detto che "non è vero" e che "chi sei tu per dirlo?". Bene. Io potrò anche essere un "signor nessuno" però, non bisogna impegnarsi molto per comprendere le problematiche che sto tentando di evidenziare. Basta frequentare, ad esempio, gruppi dedicati a Linux e al "primo approccio":

Non ci vuole molto per comprendere l'esistenza di difficoltà oggettive.

In realtà, per avere un PC completamente funzionante la maggior parte di quelli che sembrano veri problemi, in realtà non lo sono! Nonostante le configurazioni possano non avvenire automaticamente, la quasi totalità degli inconvenienti può tranquillamente essere risolta con una adeguata configurazione e modifica manuale del sistema.

Quindi? Se la maggior parte dei problemi è risolvibile, qual'è il vero problema di Linux?

Il solo, unico, vero problema di Linux, che di fatto ne impedisce l'adozione in modo massiccio da parte dell'umanità è quello di essere sviluppato da programmatori/tecnici/esperti/smanettoni ad uso e consumo di programmatori/tecnici/esperti/smanettoni.

La maggior parte della comunità di Linux, in buona sostanza, pensa a se stessa. Cosi facendo vengono prodotti Linux adatti solo agli attuali utenti del pinguino.

Come se non bastasse, il proliferare di distribuzioni, l'avvicendarsi di versioni che tengono troppo poco in considerazione la compatibilità con le precedenti release, genera una miriade di Linux incompatibili gli uni con gli altri che, di fatto, costringono troppo spesso a estenuanti ricerche per risolvere i problemi che via via si presentano.

Partecipando ai gruppi di discussione su Linux spesso ci si sente dire cose come "Le distribuzioni si basano tutte sullo stesso core quindi non sono incompatibili".

Purtroppo, basta un singolo componente, un piccolo pezzo di software che magari in una distribuzione c'è e in un'altra no, per pregiudicare il corretto funzionamento di un software, magari un software applicativo con il quale lavorare.

Certo, come detto, si può sistemare tutto, ma qual'è il costo di questa continua ricerca del pezzettino mancante?

In poche parole, troppo difficile da configurare e in ultima analisi, per un'utente comune, risulta troppo complesso avere un sistema funzionante in tempi accettabili.

I problemi tecnici di Linux

Linux e le sue distribuzioni sono esenti da reali problemi tecnici? No! Nessun software è esente da problemi, bug, criticità.

Poco sopra ho affermato che: la maggior parte dei problemi è risolvibile

Non a caso ho scritto la maggior parte. Infatti Linux, e con esso le sue distribuzioni, soffrono di una serie di importanti problemi che rappresentano un ulteriore freno alla sua diffusione su PC fissi e portatili.

Naturalmente non mi aspetto che qualcuno creda a me, questa mia affermazione è supportata dalla documentazione fornita da Artem S. Tashkinov, il quale ha scritto un bellissimo e dettagliato articolo nel quale riassume le varie problematiche:

http://itvision.altervista.org/why.linux.is.not.ready.for.the.desktop.current.html

Come riportato, Artem S. Tashkinov è:

Artem S. Tashkinov is an avid supporter of the Open Source movement and Open Source projects. He has helped to resolve numerous bugs across many open source projects such as the Linux kernel, KDE, Wine, GCC, Midnight Commander, X.org and many others. He's been using Linux exclusively since 1999.

Per quanto l'articolo sia particolarmente tecnico, a mio parere molte sue parti sono comprensibili alla maggior parte degli utenti sia di Linux sia di Windows.

Invito anche chi si avvicina per la prima volta a Linux a dargli un'occhiata.

La scusa dell'utente che non impara

Alle volte, quando dico che Linux è un fallimento mi viene detto che il problema della configurabilità è dato dal fatto che l'utente medio non vuole imparare.

La mia risposta è sempre la stessa. Certo, è vero che l'utente medio non ha alcun desiderio di approfondire le proprie conoscenze sul sistema che sta utilizzando. Io mi chiedo, per quale motivo dovrebbe avere questo desiderio?

Alla fine dei conti, il computer con tutto il suo software, non è altro che uno strumento nato per semplificare il lavoro delle persone quindi, per quale motivo dovrei sapere come funziona uno spazzolino elettrico? Una volta che so cosa fa e come farglielo fare lo uso per raggiungere il mio scopo, lavarmi i denti. Cosa mi importa il motivo per il quale la testina si muove? Perchè devo sapere come funziona il suo carica batterie? Servono solamente le istruzioni minime e indispensabili per poterlo utilizzare al meglio, senza alcun tipo di tecnicismo superfluo, cioè qualsiasi cosa che non sia utile per lavarmi al meglio i denti. Sapere come ricaricare le batterie serve, sapere che materiale viene utilizzato per costruire il mio spazzolino o sapere di che materiale è il catodo della batteria non mi aiuterà a lavarmi meglio i denti, almeno nella maggior parte dei casi non lo farà.

Dal mio punto di vista, se l'utente desidera conoscere i dettagli tecnici è liberissimo di farlo ma, giustamente, se non desidera approfondire le proprie conoscenze, il sistema deve permettergli di compiere le normali operazioni senza costringerlo a spendere tempo prezioso per cose che non c'entrano nulla con lo scopo da raggiungere ma sono solamente operazioni, per l'utente, completamente superflue.

Per quale motivo la gestione delle periferiche non riconosciute, troppe volte, implica l'editazione di file di testo solitamente introvabili e certamente incomprensibili alla maggior parte delle persone e non viene fatta da maschere più amichevoli ed intuitive?

La risposa a queste domande è semplice. Linux finora è stato pensato ad uso e consumo di tecnici e programmatori, i quali non necessitano di queste semplificazioni.

Hardware

I produttori di hardware

Tutti gli utenti che tentano la strada Linux si accorgono, prima o poi, che i produttori di PC e di componenti solitamente supportano scarsamente il sistema del pinguino(Linux). Io mi sono sempre chiesto, perchè?

In questo caso, probabilmente, non esiste un solo "perchè". Se io producessi hardware, cosa potrebbe trattenermi dal supportare Linux?

Prima di tutto lo scarso numero di utilizzatori. Quindi, pochi utenti, poco hardware venduto.

Poi, anche se facessimo finta di nulla, c'è il problema dell'apertura dei sorgenti che sono la base di tutti i software. Si, per far funzionare qualsiasi hardware è necessario ci sia un apposito software che lo comanda. Molte distribuzioni non vedono di buon occhio l'inserimento di software proprietari e chiusi al loro interno. Questo sarebbe perfettamente, ed eticamente, corretto se poi non si introducessero problemi, più o meno gravi, per l'utente finale.

Infine, ma non ultima, la troppa diversità delle varie distribuzioni Linux. Nulla garantisce che il componente software che io produco oggi(che permette l'uso del mio dispositivo hardware), funzioni su tutte le distribuzioni, ma nemmeno sulla maggior parte. Questo mi costringerebbe, come produttore di hardware, a test più estesi e costosi per garantire il funzionamento del mio componente software (solitamente la parte che comunica direttamente con il mio hardware). Da questo punto di vista, rendere compatibile un componente con i sistemi Windows fornisce molte più "certezze", non solo garantisce che il mio lavoro funzioni correttamente per un certo numero di anni ma limita molto i test che dovrò effettuare, esistendo un numero ridotto di versioni del sistema operativo.

Nonostante ciò, non è vero che non esistono produttori di hardware che supportano Linux. Ci sono. E se io volessi acquistare un sistema con Linux preinstallato potrei acquistarlo.

Ecco dove poter acquistare hardware con Linux :

http://www.linuxsi.com/

oppure

http://pilot.search.dell.com/Ubuntu

Purtroppo, il mondo hardware che guarda a Linux non è minimamente paragonabile a quello che gira attorno a Windows.

I produttori di software

E poi c'è il discorso software.

Cosa si trova quando si vogliono fare elaborazioni grafiche professionali? Cosa si trova quando si necessita di software CAD? Che possibilità abbiamo quando si tenta di utilizzare una suite di office automation (magari per sostituire Microsoft Office)? La qualità è la stessa di quella che si incontra su Windows? E le funzionalità? E la varietà del software?

E gli eventuali servizi a corredo dei software? Ci sono? Non ci sono? Come sono?

Al pari dell'ambito hardware, anche dal punto di vista software ci sono dei problemi. Nonostante la maggior parte dei software comuni esista come, ad esempio, LibreOffice, nel mondo Linux mancano completamente tutta una serie di prodotti diventati uno standard nel mondo del lavoro. Tanto per fare alcuni esempi, possiamo citare Photoshop oppure AutoCAD.

Purtroppo, anche qui, il supporto fornito dai produttori di software professionale è molto inferiore a quello che troviamo in Windows.

Perchè?

I motivi sono gli stessi che frenano i produttori hardware. Scarsità di utenti, soprattutto quelli disposti a pagare il software che utilizzano, troppe diversità tra le distribuzioni con conseguente mancanza di "certezze".

Alla fine dei conti, se un produttore software(come Adobe o Autodesk) non può guadagnare dal proprio lavoro e dai propri programmi, perchè dovrebbe produrre versioni per Linux?

E' la sostenibilità economica di un progetto che fa la differenza. Portare un software professionale come Photoshop su Linux è un'operazione economicamente vantaggiosa?

A questo poi va aggiunta una caratteristica propria di una significativa parte della comunità che ruota attorno a Linux, cioè l'astio verso tutto il software proprietario.

Questo atteggiamento, purtroppo, ha come risultato quello di allontanare ulteriormente i produttori di software e hardware che, ovviamente, vorrebbero utilizzare le loro soluzioni(proprietarie).

Questo atteggiamento di intransigenza e rifiuto di qualsiasi compromesso in grado di dare vantaggi a tutti, questo io lo definisco il fondamentalismo del Software Libero.

Personalmente poi, c'è un'altra cosa, ho una spiacevole sensazione. Alle volte, troppe volte, mi pare che più che un problema di Software Libero/proprietario il problema sia avere software gratis. Ma spero sia solo una mia sensazione.

Dispositivi mobili e Android

Due parole voglio dirle anche su Android che, almeno in parte, eredita un po di Linux.

Leggiamo da Wikipedia :

Android è un sistema operativo per dispositivi mobili (mobile OS) sviluppato da Google Inc. basato su kernel Linux, erroneamente considerato a tutti gli effetti al pari di una distribuzione GNU/Linux per sistemi embedded. È stato progettato principalmente per smartphone e tablet, con interfacce utente specializzate per televisori (Android TV), automobili (Android Auto), orologi da polso (Android Wear), occhiali (Google Glass), e altri. È per la quasi totalità Free and Open Source Software (ad esclusione per esempio dei driver non-liberi inclusi per i produttori di dispositivi e di alcune google apps incluse come il Google Play store), ed è distribuito sotto i termini della licenza libera Apache 2.0.

E' un sistema operativo basato sul kernel di Linux. Allora è un grande successo per Linux? No! Proprio per nulla.

Perchè non è un successo? Perchè Android, nel suo insieme, non è più quello che era in origine. Se è vero che Android è distribuito come software Open Source, è altrettanto vero che le parti proprietarie introdotte da Google lo rendono, di fatto, un sistema completamente dipendente da Google stesso al punto da rendere la parte proprietaria indispensabile.

Google, nella pratica, ha usato Linux per creare un sistema operativo in grado di dominare larga parte di un intero settore eliminando quella che era la caratteristica principale di Linux, cioè il fatto di essere un sistema operativo libero.

Dal mio punto di vista Android è la dimostrazione di quello che potrebbe essere Linux, ma non è.

Android è un sistema operativo per tutti, un po come Windows, e le statistiche parlano chiaro.

http://gs.statcounter.com/os-market-share/mobile/worldwide

oppure

http://gs.statcounter.com/os-market-share/tablet/worldwide

Un sistema operativo che unisce alla tecnica tutta quella parte che fa si che quasi chiunque possa utilizzarlo.

Un esempio pratico

Proprio mentre scrivo questo articolo Avram Piltch, sul sito Tom's Hardware, ha pubblicato la sua interessante esperienza nell'abbandonare Windows in favore di Linux, in particolare Linux Mint.

Voglio parlarne perchè questo è, se ce ne fosse bisogno, un classico esempio di quello che potrebbe succedere con Linux. In realtà le cose potrebbero essere molto migliori o molto peggiori a seconda del PC a nostra disposizione e della distribuzione di Linux scelta.

L'articolo di cui sto parlando è questo:

https://www.tomshardware.com/news/switching-from-windows-to-linux,37406.html

Bene. Nonostante l'autore non si possa definire un neofita anche lui ha dovuto scontrarsi con tutta una serie di fastidiose problematiche.

Di seguito vorrei fare un piccolo elenco di quelli che, a mio parere, sono i fatti più interessanti di questo articolo:

  • Il problema con il doppio boot, cioè con la possibilità di scegliere quale sistema operativo avviare. Durante questa fase il tutto si è "incasinato". E io mi chiedo quante persone siano in grado di distinguere un BIOS in modalità UEFI oppure Legacy.
  • L'aspetto dell'interfaccia grafica. Che "...its look and feel still feels like it's stuck in an earlier era of computing...". Ma qui molto dipende dalla distribuzione scelta, usando Ubuntu invece di Mint probabilmente l'impressione sarebbe stata diversa.
  • Mi ha fatto sorridere il "Installing desktop themes in Linux Mint is an exercise in frustration...". Purtroppo la grande varietà degli ambienti Linux spesso da la sensazione di una scarsa attenzione per i particolari. Quantità a scapito della qualità? Giudicate voi.
  • Mi ha fatto piacere vedere che l'autore ha trovato tutte le applicazioni di cui aveva bisogno. Certo, quelle provate sono applicazioni molto comuni, nulla di particolare, inoltre l'utente non aveva certo necessità difficili da soddisfare anzi. Purtroppo non sempre le cose vanno cosi bene.
  • Poi, ovviamente, l'autore ha dovuto interagire con linea di comando e terminale. Driver DisplayLink, GRUB Customizer, TrackPoint, le informazioni sulle partizioni, cancellare file non necessari... Purtroppo l'uso del terminare e della linea di comando sono una cosa praticamente impossibile da evitare e sicuramente non alla portata di tutti. O forse dovrei dire alla portata di pochi?
  • Per quanto invece riguarda le prestazioni? Qualche artefatto, qualche lag, qualche rallentamento.
  • Ho apprezzato il fatto che l'autore abbia accennato ai problemi, di Linux, con la maggior parte dei titoli video-ludici, in pratica i videogames.
  • Ho apprezzato anche l'onestà nel dire If you buy a prebuilt PC, it comes with Windows preloaded so there's no economic reason to go with Linux..
  • Allo stesso modo mi è piaciuta molto la spiegazione sul perchè passare a Linux... spiegazione che trovate al termine dell'articolo di Avram Piltch.

Un bel articolo che mostra le cose più evidenti che chiunque può testare con mano approcciando a Linux.

Facciamo finta siano successi

Ogni tanto mi capita di leggere articoli dedicati all'adozione di Linux da parte delle amministrazioni pubbliche. Sembra che, ogni tanto, qualche lungimirante politico decida di sostituire software proprietari con software liberi come appunto Linux.

Tutto questo, dal mio punto di vista, è bellissimo.

In questo caso, natualmente, si parla di eliminare Windows dai PC dei dipendenti delle amministrazioni per sostituirlo con altro, Linux.

Purtroppo però, passare a Linux non è affatto facile e le sue caratteristiche non lo proteggono da ripensamenti.

Si perchè non tutti quelli che migrano da Windows a Linux poi sono soddisfatti.

Due casi recenti hanno attirato la mia attenzione. Il caso di Monaco e quello della Bassa Sassonia.

https://www.miamammausalinux.org/2018/07/dopo-monaco-anche-la-bassa-sassonia-abbandona-linux/

Leggendo le motivazioni che hanno portato all'abbandono di Linux ho tratto alcune conclusioni:

  1. E' semplice ripensarci.
  2. Ci sono dei problemi.
  3. I vantaggi di Linux non sono stati sufficienti per farlo rimanere.
  4. I cittadini non mi paiono molto interessati all'argomento.

Del resto, che ci siano problemi nel passaggio da Windows a Linux lo possiamo vedere tutti. Che Linux non sia un vero concorrente di Windows su PC fissi e portatili mi pare un dato di fatto. Dire che alla maggior parte delle persone non interessa Linux è una cosa scontata.

Che dire? Speriamo che i ripensamenti non crescano.

Come può, Linux, diventare un serio concorrente di Windows?

Veniamo alla parte che preferisco.

Tecnicamente Linux ha già molto di quello che serve per competere ad armi pari con Windows!

Quindi, come potrebbe competere realmente?

Una volta identificati i problemi, e in questo caso i problemi sono evidenti, si possono trovare delle soluzioni.

Prima di tutto bisognerebbe comprendere se la comunità di Linux vuole creare un vero concorrente di Windows. Se non lo vuole fare il problema finisce qui anzi, non c'è alcun problema e Linux va già bene così come è.

Se invece la comunità volesse creare un concorrente credibile allora ci sono, a mio modo suo vedere, dei compiti precisi da portare a termine.

Prima di tutto occorrerebbe concentrare gli sforzi su poche, selezionate, distribuzioni, possibilmente supportate da aziende credibili come Ubuntu o Redhat.

Successivamente sarebbe indispensabile ridurre fortemente, se non eliminare, le operazioni di prima configurazione legate al terminale e alla linea di comando, rendendo quindi il tutto molto più semplice anche per utenti inesperti.

La terza fase, dopo che le poche distribuzioni avranno una significativa base di utenti, sarebbe quella di stringere accordi con produttori hardware ed eventualmente software per riuscire a fornire sistemi affidabili, prestanti e già pronti per l'utilizzo, in grado di ospitare tutti i software necessari all'utenza professionale e non. E questo dovrebbe essere fatto senza estremismi, trovando una giusta misura tra il "solo software libero " e il "software proprietario".

Ultimo passo è il rendere a misura di utente le distribuzioni, eliminando la necessità oppressiva di terminale e comandi criptici sostituendoli con amichevoli messaggi e chiare maschere, uniformando le interfacce e le modalità operative. Magari prendendo spunto sia da Windows, sia da Mac che, anche se in modo non perfetto, sicuramente dedicano molta, molta attenzione in più a queste problematiche.

Linux, un fiore che può sbocciare

Il Futuro possibile

Personalmente sono stato e sono un convinto sostenitore del Software Libero, mi piacerebbe tanto vedere sempre più utenti chiedere prodotti Liberi. Nonostante ciò non penso che il software Libero possa o debba sostituire completamente quello proprietario, anzi, ritengo che la loro convivenza possa essere il miglior stimolo per una felice e produttiva concorrenza.

Sarei felicissimo di vedere uffici privati e pubblici con Linux come sistema operativo principale e sarei altrettanto contento nel vedere le quote di mercato di Windows ridursi nel tempo in modo significativo e costante. Tra l'altro la pubblica amministrazione(PA) sarebbe un soggetto perfetto per accogliere Linux in modo efficace, essendo dotata di personale tecnico specializzato e potendo imporre ai fornitori l'uso di hardware Linux compatibile.

Scrivendo questo articolo mi sono chiesto se potesse essere usato come motivo per non provare Linux. La risposta, ovviamente, è si. Una persona che, per la prima volta, tenta di avvicinarsi a questo sistema operativo potrebbe scoraggiarsi leggendo le mie parole.

Secondo me è inutile continuare a raccontare storielle. Diciamoci le cose come sono.

Comunque, sappiate che non c'è alcun motivo per il quale una prova non debba essere fatta. Voglio sottolineare che un giro con Linux non è mai "tempo perso"! Sicuramente Linux vi permetterà di entrare in un "nuovo mondo", con una filosofia differente dal solito Windows e che, con un po di pazienza, potrebbe soddisfare le Vostre esigenze.

Personalmente ritengo che la spinta degli utenti possa essere fondamentale nel tentativo di aprire gli occhi ai tecnici/sviluppatori/programmatori del mondo Linux, per condurli su una strada diversa da quella odierna.

Un ultimo appunto. Chiunque di Voi decida di provare Linux sappia che, ovviamente, più la distribuzione è utilizzata, maggiore sarà la probabilità di vedere il proprio sistema funzionare correttamente in tempi accettabili. Inoltre un'ampia diffusione porta con sè un maggior numero di persone pronte ad aiutarvi, infine, l'uso delle distribuzioni più famose favorisce la standardizzazione di questo sistema, sicuramente troppo variegato.

Per quanto mi riguarda l'incarnazione di Linux che preferisco è Ubuntu.

Quindi il mio consigli è quello di utilizzare Ubuntu.

C'è speranza?

Diciamo che la speranza è l'ultima a morire. E io ancora spero che, un giorno, una distribuzione di Linux possa diventare una reale concorrente di Windows.

Purtroppo oggi, agosto 2018, nulla fa pensare a una svolta.

La comunità di Linux, escluse piccole parti, è tutta intenta a continuare ciò che ha sempre fatto, sempre con lo stesso metodo.

C'è un cambiamento che si avvicina? Non lo so. Quando le situazioni si fossilizzano su un metodo e su un pensiero, soprattutto se di mezzo ci sono pensieri radicali, è molto difficile cambiare strada.

E qui, devo fare una riflessione su ciò che Microsoft sta facendo da alcuni anni. Questa azienda, che a mio parere si è accorta dell'immobilismo della comunità di Linux, ha iniziato ad avvicinarsi proprio alle distribuzioni di Linux, sia cercando di integrarle all'interno di Windows, sia portando alcuni dei propri prodotti sul pinguino.

Ecco alcuni esempi:

Questa è una bella cosa? Dal punto di vista di uno sviluppatore certamente è una bella cosa. Oggi si possono fare cose che prima non si potevano fare. Ed è, in alcuni casi, veramente comodo.

Purtroppo questo avvicinamento di Microsoft a Linux credo dimostri come, quest'ultimo, è tutto tranne che un vero concorrente di Windows.

Per concludere non mi rimane che ringraziarti per aver avuto la pazienza di leggere tutto questo mio articolo.

A questo punto non mi resta che salutarti e, se lo ritieni utile, scrivimi pure un tuo commento usando la pagina di contatto.

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